giovedì 16 dicembre 2010

a me mi. rafforzativo.

 

E per fortuna che è Natale. E siamo tutti più buoni. Più buoni un paio di ciufoli. Che poi è solo il sedici dicembre e pure il bambiniello un qualche vaffanculo lo avrà tirato quella notte al freddo e al gelo. Hai voglia a sbuffare la mucca e l'asino, porelli. Vero è che più gli stronzi vengono a galla più si ripulisce il fondale. Vero è che la cattiveria di qualcuno lascia che brilli ancora più intensamente la tenerezza di qualcun'altro. Cattiveria, sì. Quel peggio che siamo bravissimi a riservare solo per i prescelti. Quel cercare a tutti i costi di far sentire qualcuno sbagliato, in difetto. Quel nascondersi dietro a un dito medio alzato, a un ruolo ben scritto. Beh, a me quella regia lì mi fa cagare, ok? a me mi. rafforzativo. Mi fanno cagare i meccanismi, le elucubrazioni, la mancanza di buona fede. Invece di citarle, le canzoni, ascoltatele. Invece di venderla, l'arte, abbiatene rispetto. Invece di improvvisarlo, l'amore, provate a sentirlo. Non a dirne, a sentirlo. Provate a guardare bene. Ma bene bene. Potreste accorgervi che tutto il niente che state ingoiando lo avete condito voi, con le vostre manine sante, con la vostra mancanza di tatto, con la vostra ingordigia. Ascoltare non è stare a sentire. Toh, che scoperta... Ovvio che ce l'ho con una persona in particolare. Ma siam signori, è Natale, e allora generalizziamo. Baci e abbracci. E buonanotte. A chi non è tenuto e a chi è limpido come  acqua sorgiva. Di più a chi è limpido. Ecco.

dicembre 11 076

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