venerdì 28 gennaio 2011

ombrelli, merendine

 

 

A me piace la scrittura che frana. Più che belle pagine, m'interessa vedere chi sfascia sulla pagina i mille nascondigli, le briglie e i freni che ci impediscono di servire con meraviglia la nostra esistenza e quella degli altri.

A me piace chi scrive facendo sentire quello che siamo tutti, in bilico sui cornicioni. L'importante è avere davanti uno stato di esposizione e non un signore che esercita la sua professione.

Nei libri si devono scrivere cose che ancora non abbiamo confidato a nessuno. Altrimenti si fanno ombrelli, merendine.

(Franco Arminio, Appunti, Nevica e ho le prove - Cronache dal paese della cicuta)

 

IL CARNEVALE DELLE ANIME - è grigio il senno delle dita / verde la memoria della spalla / mentre torna il passo all'orma / trucco per il sordo ( perché sentisse bene). / rosso il poi che ha da venire / blu quanto accadde / di un giorno qualunque cui resistere, fieri / salvati al trotto della solitudine. / dove sei lo dice il picchio / uccello fuori stagione / senza che il sole osi un raggio nuovo / tutta la luce del mondo a fare/ ombre sui muri. / è giallo il gusto di questa sera / venuta di primo mattino / insieme alla tosse e al caffè / insonnia gentile di vecchi sogni.

varie gennaio 045

Il tempo lento del corpo furioso. Furioso di colpi e ossa malandate. Mio, nonostante tutto. Sprecato, di febbre e novalgina. La carta ha un odore nonostante le narici tappate. Ci passo sopra un pennarello blu. Cosa scrivo non importa. Conta il gesto, oggi.

Buonanotte, che è una sera tarda questa.

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