martedì 15 febbraio 2011

Liberazioni

 

Ho un dolore tremendo allo sterno. Da ore. La cosa mi ha autorizzata a rallentare di molto il mio pomeriggio e a godermi il rumore della pioggia che batte sul tetto accovacciata sul mio adorato divano. Ho finito un libro, il prezioso primo libro di una nuova preziosa amica. Ho sfogliato vecchie riviste e ritagliato parole, colori, fotografie. Ho trascritto una ricetta davvero interessante sulla mia agenda del tutto e del niente (che poco ha a che vedere con la mia agenda da lavoro, seria e davvero poco sorridente), un quaderno enorme che odora di colla e tempo, ritagli di tempo, tempo dedicato al niente che spolvera di tutto certe ore in solitudine. Ho un film che mi gira in testa da giorni. E' un film amico, un solitario che la vita mi ha messo al dito, un compagno di viaggio. Una frase in particolare "gran parte delle brutture di questo mondo credo dipenda dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale". Ecco. Ci riguarda così da vicino, di recente. Noi e il Bel Paese in cui viviamo, in cui avere un'opinione che non sia a vantaggio del potere è essere di parte, sempre dalla parte sbagliata. Per procurarsi vantaggio dal sistema bisogna essere come il sistema. Ci vogliono tutti uguali, piegati a novanta gradi, a farci aria con i significati e i significanti tutti, quasi le parole fossero moschini da ammazzare al muro così non rompono più le palle. Mai una volta, almeno non di recente, che il potere sia dalla nostra parte, di qualsiasi parte si tratti. Il potere è dalla sua, di parte. E ci resta. C'è da dire però che quest'anno, forse forse, avremo due Liberazioni da festeggiare, tutte e due ad aprile, una il 6 e una il 25. Staremo a vedere. Due anni fa il 6 aprile crollava una città intera e ancora è lì, crollata, vuota, simbolo di qualcosa che lentamente ci soffoca, ci toglie aria, diritti, rispetto. Forse non è un caso. Ma se anche lo fosse importa poco. Se avremo una Liberazione, questo 6 aprile, avremo liberato anche il diritto ad una memoria pulita. Dev'essere il male che sento: divento seria, malmostosa, ho solo voglia di pulizia. Dev'essere che ne ho le palle piene e ci sono giorni in cui senti che non capita solo a te, senti proprio forte che siete in tanti. Hai voglia di dirlo da che parte stai e non te ne vergogni. Contro. Hai voglia di dirlo che sei contro. E magari hai anche paura (perché non vedi alternative concrete, forti, non tira aria buona). Ma l'aver paura non può esimerti dal sapere cosa è giusto e cosa non lo è. Questione di educazione, quella civica, quella che hai mischiata ai globuli rossi nel sangue. Poi ti viene voglia di cercare dei disegni. Li ricordi con esattezza. E li trovi. E ti ci perdi. Come fosse lecito salvarsi per dieci minuti, lasciare andare lo schifo e credere nella bellezza. A me fa bene. Di qualsiasi cosa un analista qualunque potrebbe pensare si tratti. Eccoli. E buonasera!

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Valerio Berruti

[Cercate I wish I was special in Lavori. Guardate e leggete. Fatelo. Vi sarete fatti un gran regalo.]

 

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