domenica 6 marzo 2011

risciacquo

 

MHenning4

La mia amica Mari oggi aveva il magone cosmico e non riusciva a piangere. Io pure. Oggi funzionavamo così.  Io ci ho provato in tutti i modi. Giuro. Mi sono inflitta un film che lego a questioni sentimentali delicatissime: niente. Ho riletto cose scritte proprio quel marzo lì, quello di anni fa: niente. Il magone aumentava ma niente pianto liberatorio. Sono passata alla musica, alle fotografie, ai bigliettini conservati con disumana attenzione: Niente Niente Niente. Ho aperto il dizionario alle pagine giuste, quelle delle parole che mi stuzzicano il sentimento: Niente. Non ci è riuscita nemmeno risciacquo, parola straordinaria, e se non ci riesce risciacquo sono alla frutta fatta e finita. Allora ho svoltato in direzione baraonda. Ho cantato, a squarciagola. Questa canzone qui con particolare veemenza:

E (immancabile) questa:

(La bizzarria di queste piccolissime cose consiste nel fatto che poi, quando volevi evitarle, quando a quel punto potevi anche averne fatto a meno, le lacrime sono tutte lì, sulla tua faccia da schiaffi. Devo avere le corde vocali intelligenti. Loro capiscono quando è il caso di dare uno scossone al mood che ti sovrasta.) Così, alla fine, va tutto meglio. Il magone, l'umore, la domenica sera. Aspetto la mia pizza da asporto con più appetito, lo confesso. Nell'attesa canto ancora un pochino. Dedico le mie note salottiere a Marilena e all'occhio ballerino di Camilla. Così, perché saperle al mondo rende onore all'idea di bene che la mia mamma mi ha insegnato da bambina.

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