martedì 26 aprile 2011

tepori

 

Susanna-Majuri05 fotografie-by-susanna-majuri-001

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È un giorno tiepido, oggi. Buona cosa, il tepore. Il tepore Dentro, soprattutto. Bello tirarsi sui polsi la maglia di cotone, stringere le braccia al petto e respirare un barlume di sole. Sul terrazzo di casa. Senza fare un beneamato niente. Giusto connettersi alla bellezza e condividerne un pochino, dare sfogo a qualche impulso di bene, concedersi qualche cartolina di coccole. Poi arrivano le piccole sorprese che urlano poesia, tipo questa, la poesia delle energie che si rigenerano, di mano in mano, di voce in voce. Non scoppietto, oggi, piuttosto gongolo. E non è affatto male. Lecco via dall'angolo della bocca marmellata di lamponi. Annuso rabarbaro e rose rosse. Penso. Mi riaffaccio a ritmi decenti dopo settimane di catastrofe. Ti accorgi dell'importanza della noia quando non puoi davvero permettertela. La noia nella sua accezione positiva, come di tempo che scorre lascivo, in attesa, pronto a farsi sbranare ma cauto, preparato al peggio del niente, ingordo di troppe cose. Di quel troppo riesci sempre a fare qualcosa. Magari per te sola, senza tradimenti o attese monumentali. Fai come non stessi facendo niente. Bello. Penso a Inés de Suarez e al Cile, al miracolo che compiono i libri quando ti allontanano, quando non hai testa, non hai più fiato, non sai nemmeno più dove sei, e loro ti portano, fosse anche solo mezz'ora a sera, Altrove, senza se e senza ma, a vivere sempre, anche di più. Penso ai giorni appena trascorsi e lascio che la mia stanza dei ricordi prenda aria, aria buona, lo devo ammettere. Poi ci sarà altro da dire. Prima l'aria. Aria di normalità, nodi ai fazzoletti e silenzio. Poi i nodi li sciolgo. Ma prima l'aria. E qualche canzone, quelle del DNA, che mi hanno fatta, che mi conoscono, che non chiedono niente, che se ne fottono delle maschere, che arrivano dove devono arrivare. Aria buona, che per dirla tutta viene via gratis, ti spopola fra le costole ed è molto meglio del Valium.

23 24 aprile 2011 011

 

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