giovedì 19 maggio 2011

prosciutto e melone

 

"Stasera mangiamo prosciutto e melone" Ottimo! "E due raviolini di primo" Ah, ecco! Di nostro non siamo gente da piatto unico. Pare brutto non consumare il rito del pasto senza aver usufruito mediamente di tre piatti da portata a testa. Non c'è dieta che tenga. Da quel frigo sbuca l'impossibile. E una volta che l'impossibile è sbucato la buona educazione ti intima di non demordere. Se l'impossibile torna al frigorifero sei un imperdonabile ingrato. Ora, come si deve fare? Mio padre non lo ferma nemmeno il tunnel carpale. Niente. Lui ti ama così, allo strafogo. E io, che son di bocca buona, devo pur ammetterlo, lo ri-amo senza fare tante manfrine. Grazie al santissimo cielo ogni tanto millanto un'insalata che scade, che butterei via, e riesco a saltare l'invito. Sempre che non si sia premurato di verificarmi la spesa mentre salivo le scale. Ma come fa? Come fa a saperlo che non ce l'ho l'insalata che scade? Mah. Misteri della rampa di scale. Detto questo, a parte il patimento del bottone (sempre lui, il povero bottone alto del povero jeans che amo), stasera andava anche bene così. È stato un giorno pesto e due chiacchiere con sottofondo di posate ci volevano davvero. Non mi è nemmeno partito il solito embolo di fronte alle solite notizie. Questa cosa del tg24ore mentre si pasteggia non è del tutto un'idea geniale. Il più delle volte tengo comizi da camicia di forza. E mia sorella si arrabbia perché non sente. E mio padre che le dice di lasciarmi dire, che sono fatta così, m'infervoro, è il DNA ( n.d.a. Non darle contro che se no mi tocca chiamare il centro per l'igiene mentale). Ma stasera no. Si è riso, mangiando melone e studiando percorsi alternativi per raggiungere il centro di Milano senza passare dal centro. Ecco. È finito un bel giovedì da schifo e sono felice. Basta davvero poco. Ho le prove.

ovella_-_llop

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