sabato 4 giugno 2011

grigio perla

 

26 dicembre 1972. Vino rosso. Nazionali senza filtro da una parte, Marlboro dall'altra. Una macchina fotografica dentro alla testa. Due uomini che chiacchierano, fumano, brindano e due donne con il bicchiere pieno davanti, che sorridono, si tengono compagnia, si lanciano sguardi complici, muti, d'attese tutte da tradire. Una madre, un padre, la loro figlia e il di lei fidanzato. Un dopocena come tanti da sei anni a quella parte. Tutto comincia così "Papà, ce l'hai un bel vestito nuovo?". Certo, dice lui. Me lo ha fatto il sarto per Natale. A chiederlo è il giovane uomo, sigaretta in una mano, tutta la vita nell'altra stretta attorno al bicchiere. Perché me lo domandi? "Perfetto, per marzo sarà perfetto. E tu, mamma? Ce l'hai una sottana nuova?" Gliela facciamo cucire, risponde Papà. Saremo perfetti, continua. Non una parola di più, non una di meno. Poco altro da aggiungere. Nessuna domanda inutile, poche manfrine. Saremo perfetti. Tutti. Saremo tutti perfetti. Una volta, forse, ci si sposava così. Prima con la vita e poi con l'anello. Un patto era un patto se la colla erano l'amore, la stima reciproca, la fede nell'altro. Non c'era bisogno di dire altro. Non c'è stato bisogno di dire altro, almeno non lì, non attorno a quella tavola. Forse è solo un piccolissimo racconto inutile. Io ci ho scoperto dentro una luce e una poesia che mi hanno abbracciato il cuore. Saremo perfetti. Che meraviglia! Anche le aspettative più comuni possono mutare in eccellenza quando a decorarle è il sale del desiderio, la semplice bellezza del futuro in fieri. (Poi si sono sposati a giugno perché a mio padre hanno dovuto operare l'ernia pochi giorni prima della data prefissata. Ma si sono sposati. E il vestito del nonno è andato bene lo stesso. Pioveva come il santiddio la mandava e pareva ottobre, indi... Eppure erano perfetti, lo sono stati. Dico che il nonno aveva capito tutto e anche prima di loro. Dico che il nonno era un fico pazzesco e le sue poche parole un librone di filosofia di rara densità. Dico che a cenare a casa il sabato sera delle volte è davvero bello. Cucinare per mio padre lo è. Perché poi lui ti racconta certe piccolissime storie e tu capisci cos'è quel grigio che gli rende unico il guardare. Quel grigio. Già. Grigio perla.)

on air - PACCHERI AI FRUTTI DI MARE CON MELANZANE SALTATE E POMODORINI A CRUDO _ vino: PROSECCO Superiore Conegliano (ghiacciato)

 

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