mercoledì 8 giugno 2011

sproloquiare (pallido e assorto?) _ 3

 

Dice che c'è chi. Due punti. Segue. C'è chi si sente la malasorte da piede sinistro, se al mattino s'alza dal letto e poggia quello invece del destro. C'è chi ha la meteoropatia (o come demonio si scrive) e le vertebre gli fanno la danza del ventre se l'umidità è uguale o maggiore alla quantità d'ossigeno disponibile a boccata di fiato. C'è chi ci prova e chi lascia che ci provi qualcun'altro. C'è chi pone domande inutili e c'è sempre qualcuno che risponde seriamente. C'è chi le domande se le ingoia ma torna spesso a casa, suo malgrado, con la saccoccia piena di verità. C'è chi ha una sola, vera domanda e a furia di bestemmie del caso ha deciso che non la farà mai. Taluni possiedono una dose d'ironia talmente irrisoria che a condirci la pastina resta acqua riscaldata. Cert'altri hanno per madre Filosofia e per nonna Saggezza; peccato il babbo sia quel fancazzista di Nulla e la fatica delle due dame per tirarli su a modo finisca per finire in pappa. C'è chi la fede ce l'ha stagionale,  primavera-estate per gli amanti del sandalo, autunno-inverno per gli instancabili del loden, del collo di volpe sfoggiati a tradimento. Perché a messa d'inverno si fa fatica, a sentire i primi, è inutile a dar retta ai secondi. Ah ma se mi muore il Papa o lo beatificano tutti a Roma. Via. Andare! Così poi lo racconto ai nipoti a quella due palle di cena della vigilia. Io non ce l'ho, quella fede lì: devo averla lasciata all'autogrill o dimenticata su un tavolino una sera di aperitivi lunghi. L'avevano regalata anche a me. Aveva un buon odore. Poi, a un certo punto, mi sono accorta che preferivo la puzza. C'è chi elargisce perdoni che paiono infrastrutture, perdoni che sovrastano, l'alta velocità del perdono. C'è chi non perdona perché non gli riesce di riconoscere il torto, inflitto o subito. C'è chi è stato perdonato e non è servito a niente mentre a qualcuno il perdono ha cambiato la vita. Taluni non accettano la sconfitta. Cert'altri sono la sconfitta, e non necessariamente quella di qualcun'altro, molto spesso la propria. Alcuni non vanno avanti. Altri non si sono fermati mai. Qualcuno ha trovato il proprio posto e gli è venuta voglia di impararsi il mondo. C'è chi proprio non capisce e chi capisce ogni cosa ma fa uguale. C'è chi insiste e chi frena, chi si chiama fuori e chi ci si butta dentro, chi gongola e chi osserva. Qualcuno. C'è sempre qualcuno. Girati dove ti pare, il bello è che non sei mail il solo, la sola. Prima, dopo o durante te, c'è già stato qualcuno che. Punto. A capo.

 

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