lunedì 5 settembre 2011

da quando sei partito / c'è una grossa novità

 

Il troppo troppo spesso muta in niente. Delle volte lo fa con discrezione. Spesso senza grazia alcuna. A saperlo prima non ci si stupisce nemmeno più. Poi ci sono quei troppo che semplicemente stavano cercando la loro dimensione. Sgomitando, ficcando disordine ovunque, sbraitando trovano in qualche modo lo spazio necessario e ci si accomodano. Delle volte è uno spazio piccolino, come un nido. E va bene così. Ci sono cose che cambiano mentre tu guardavi altrove. Guardavi con noncuranza l'orizzonte mentre si consumava la rielaborazione dei perché. Passava gente, succedevano cose, ma tu eri talmente felice di quei colori lì che non ti sei accorto di niente. Sentivi un gran bisbigliare, è pur vero. Ma davi la colpa alle onde. Antica, come attitudine, quest'attitudine a credere che quelle due o tre certezze non te le può smuovere neanche un terremoto. Antica e un tantino fuori moda. Fosse vintage la venderebbero in qualche mercatino. Ma è antica. E le cose antiche costano.

I giorni meno nobili del calendario sono quelli che per assurdo amo di più. La domenica, con il suo essere non-tempo. Il lunedì, con il suo essere tutto un tempo in piena faccia, come uno schiaffone. Li amo perché hanno  i miei ritmi, quelli del legittimo silenzio e del dovere.  E si paga. Questo è poco ma è sicuro. Come gli interessi del massimo scoperto in banca. Cascasse il mondo hai da pagà. Paghi l'incapacità cronica di restare in contato diretto con il mondo con una qualche forma di costanza. Paghi la distrazione, anche se potresti giurare su tua madre che c'è sempre stato un valido motivo. Paghi quel porco diavolo di un dovere che ti succhia il sangue e a raccontarlo annoi. Hai da pagà. Ma è il tuo bello, a voler guardare bene. Forse. Non potrei garantirlo. L'osso ha il suo fascino, no? La ciccia sarebbe solo ciccia se l'osso non le garantisse una direzione. Sospiro. Finisce che non ci credo molto nemmeno io... Massì, prendiamoci come veniamo e vadaviailculo. Prima o poi i conti tornano sempre. È la dura legge del gol.

Post Scriptum:

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