venerdì 9 settembre 2011

ufficio complicazione cose semplici

 

Meniamo il cane per l'aia. Ci prendiamo in giro. Funzioniamo così. Why? Pecché? E dillo che non te ne frega niente di passare quelle due benedette ore in mia compagnia. Che problema c'è? Io son finita come sono finita (e non mi dilungo sul come sono finita perché non è questo il punto - sorriso) proprio perché, in caso, lo dico. Non ne ho punto voglia. Eccoci. Perché ricamare il bidone? Funzioniamo come il nostro Paese. A minchiate. E sarebbe anche bello il nostro Paese, non lo avessero ridotto un colabrodo a furia di colpi di reni e bugie. Siamo i meccanismi sociali che subiamo. Ci siamo rassegnati alla menzogna, all'abitino da paraculo, al lusso dei poveri che non vogliono darlo a vedere di essere poveri. Funzioniamo così anche due a due. Funzioniamo così. E più l'età ci sovrasta più pecchiamo di boria, come ci fosse sempre la possibilità di recuperarlo tutto questo tempo perduto. Mah. Poi, ringraziando il cielo, c'è sempre la nicchia, quell'angolino di mondo infranto e solidissimo in cui la verità, quella con la V maiuscola, non dobbiamo temerla. Non dobbiamo temere di dirla. Non dobbiamo temere che ce la nascondano. Una nicchia. Un buchino. Ma c'è. Un angolo acuto di articolazioni che si scricchiolano addosso anche lontane chilometri, articolazioni che ritrovano il proprio verso, ogni santo giorno, in nome le une delle altre. 

Post Scriptum:

La mia amica Giovanna mi ha sussurrato che sarebbe stato meglio io leggessi Wallace. Io l'ho letto. Un libro piccolino. Per iniziare. Finirà che li leggo tutti i libri che quell'uomo ha scritto. Imprescindibile, mi pare. Così, a naso. Dilaniato e stracolmo di ironia, lucidissimo e grondante sogno. S'è ammazzato. Cosa ve lo dico a fare?

questa é l'acqua 

5 commenti:

  1. Idem. con tutte le maiuscole del caso.

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  2. Sì che devi leggere Wallace! Per me è imprescindibile La scopa del sistema, il più bello dei suoi romanzi (sempre per me, ovvio).

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