martedì 4 ottobre 2011

qualcosa (2)

 

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Oggi ho messo sul letto la coperta di mia madre, quella che ho scelto di tenere per me, per sempre. Scorcio anni settanta. Autentico. (C'è del borotalco nascosto fra le trame e gli orditi: borotalco, Chanel N°5, crema Nivea e salvia. C'è mia madre, qui dentro. Forse lo immagino solamente, ma ha davvero poca importanza che io lo immagini o sia del tutto vero. C'è. Punto e basta). Ricordo foto in bianco e nero con me piccolissima sdraiata qui sopra. E foto di un gattone bianco con una macchia nera sull'occhio destro, anche lui sdraiato qui sopra. Così, quando le due bestie si sono impossessate del mio (?) letto dopo la sua (ri)vestizione non ho resistito. Confesso di aver infilato almeno trenta scatti. Modelli di rara intensità. Vanitosi, navigati, spontanei : due vere fighe di legno. Adorabili. E venivano anche via gratis. Cosa si può volere di più?

 

Vado a farmi un bell'aerosol.
Che sia una notte illuminante e gentile. Delle volte non guasta. Magari anche una coperta aiuta.

p.s. Porta a niente dannarsi pancia e ossa nel cercare di dare un senso altro a qualcosa che ha già tutto il senso possibile di suo. La vita si adatta alle forme dei perché e prima o poi trova il suo percome, un pertugio attraverso il quale stanare la pace. Prima o poi. Magari più poi che prima. Però accade. Indipendentemente da qualsiasi maldestro tentativo di far passare il nero per bianco. La vita ama dannatamente il grigio. Però le piace che tu non confonda i colori primari. Così, per dire.

 

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