venerdì 10 febbraio 2012

rubigem

 

I hope nothing is mis-said in this letter
(R. Lowell)

Spero niente sia mal-detto in questa lettera. Spero non ferisca il piglio del blu, scelto fra altri inchiostri per i suoi fianchi larghi e generosi. Spero non accigli la lentezza, 'ché son passati giorni e giorni e solo ora stendo certe righe lasciate ad asciugare in lavatrice. La centrifuga le ha striminzite. Ma non infeltriscono: le parole non infeltriscono. Delle volte s'agitano e vengono fuori male, ma a indossarle come si deve poi riprendono una bella forma. Sono di lana buona, certe parole. Puoi anche trattarle male, ma continueranno a tenere caldo. Hanno le loro tarme, insetti furbi che lasciano buchi e segatura. Ma hanno anche chi le rammenda, tanto finemente da non lasciare cicatrici. Càpita manchino e d'un tratto è come un letargo. Qualcuno sa dove si sono nascoste. Altri no. A saperci giocare, scopri che fanno il mimo alle tue spalle. A saperci giocare, la neve è neve e il silenzio silenzio.

P.S. (cose di attimi)

 P.S. (cose di pancia, con il pensiero che rincorre il pensiero di Io non ho paura ...)

Ruggine è uno di quei film che si piazzano nello spazio fra le costole e lo stomaco e restano lì, a morsicarti via il buon senso e il pudore, a cucirti addosso un sentimento pungente di claustrofobia, un alone caldo di incanto disincantato. Càpita (lo fa spesso) quando sono i bambini le voci e le mani di una storia, quando quei bambini sono la memoria di adulti vivissimi, feriti a morte dalla vita. Càpita ed è straordinario come, chiudendo gli occhi, in una notte qualsiasi, senti quei colori e hai voglia di tornare di nuovo lì. Nonostante la ferita che è, quel luogo. Nonostante la fatica che è. Straordinario Filippo Timi. Valerio Mastandrea come un urlo silenzioso, uno di quelli che ti strappa la pelle di dosso. Tim Roth lo amerebbe, ne sono certa.

ruggine

 

 

 

 

" I loro passi risuonano nel
cunicolo, la suola delle loro
scarpe sfrega sulla ruggine
delle travi metalliche
sconnesse"

 

 

 

 

2 commenti:

  1. e il libro mi era piaciuto. era durato un viaggio in treno, esattamente. e non riuscivo a staccare gli occhi dalla pagina.
    il film invece... boh, non so... così... mi ha deluso, sì.

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  2. beh, il libro è il libro. hai ragione. eppure c'è qualcosa in questo film che mi ha tenuta lì, che mi è rimasto addosso...

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