lunedì 26 marzo 2012

Baci

 

C'è un momento, che arriva dopo le lotte, le speranze, le disperazioni, dopo le vittorie e dopo le sconfitte, in cui un uomo si accorge che ciò che gli resta è soltanto la proprio forza. Troppo insistentemente le vicende dei sentimenti si ripiegano su se stesse, cercando di perpetuare giochi o sottili torture cui il tempo ha tolto ormai significato. Sì, oltrepassate tutte le esperienze possibili c'è un momento in cui un uomo si accorge di essere rimasto solo con la propria forza. Una forza che permetta di compiere azioni cui essa stessa, poi, non potrà più rimediare; una forza che desideri spingersi oltre i propri limiti.
(Sandro Veronesi, Il ventre della macchina, Baci Scagliati Altrove - Fandango, 2011)

Ci sono persone incontrate fra le pagine dei libri con cui vorresti andare a fare due passi al tramonto, prima o poi. Persone che, volenti o nolenti, ti diventano amiche, scrigni di talune tue debolezze che non osi condividere con il tuo pianeta di mani e sapori. Porteresti una borraccia di caffè e qualche salatino, questo è certo. I passi da due si farebbero quattro, sei, dieci, venti. Finireste per salutare l'avvento di una notte qualunque come un fuoco d'artificio: merito delle coincidenze che vi hanno avvicinato, delle distanze che vi hanno incuriositi. Ci sono uomini incontrati fra le pagine dei libri di cui conosci a memoria l'odore e il fallimento e la camicia preferita. Potresti indovinare la cartolina che tengono appesa allo specchio del bagno. Potresti ridere di loro senza che alla risata debba seguire necessariamente una spiegazione.

 

[...] l'uomo buono, ho scoperto, non paga i propri conti con la moneta della fedeltà. L'uomo buono paga fino in fondo con la sofferenza solitaria di ogni volta in cui spera di non sopravvivere all'immensa responsabilità della cosa fatta - e invece sopravvive, ammutolisce e passa oltre. I dolori si dileguano, i pentimenti si confondono, i contorni del ricordo si dissolvono; e poi stordisce, e appaga, questo mistero di una vita tanto più grande di tutti i suoi pezzi messi insieme.

Frattaglie, speranza, un accendino, abiti spezzati, scarpe scagliate, rabbia, silenzio, perdita, distrazioni, rimozione, leggerezza, sorrisi, paturnie, ossessioni, stupore. Parigi, Roma, una casa, tutte le case, un sasso, ogni sasso. Quando una voce sola afferra e distilla, goccia a goccia, il vino buono dell'essere carne e ossa, quell'esserlo che ci uccide eppure è la più grande delle seduzioni, credo valga la pena lasciare che ti rapisca, un sorso alla volta, un bicchiere alla volta, tutta la bottiglia fino in fondo. Baci Scagliati Altrove ti si appoggia allo sterno e ne asseconda le maree: è una voce buona alla pelle, al respiro e all'assenza di respiro ed è davvero dissetante starla ad ascoltare.

Post Scriptum:

A tre anni si è ingenui.

Anche a quaranta, delle volte.

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