domenica 8 luglio 2012

fare il morto a galla

 

Gli argomenti di conversazione fanno la differenza. C'è poco da fare. C'è una forma di tenerezza che spinge a domandarsi cose piccole ed inutili per colmare la distanza e va benissimo così. Certe domande ti fanno sentire a casa, una casa virtuale in cui c'è sempre qualcuno che si prende cura del tuo sonno e del tuo scricchiolare. Eppure il lato felino del tuo io desidera vaneggiare. Vaneggiare del bello, sul vento, attorno alla poesia. Il lato felino del tuo io risponde alla tenerezza e ci si gongola mentre, sbavando, brama sfumature e canzoni canticchiate sottovoce alla maniera dei film. Trattasi di delirio, quello sano e spudorato del neurone che non molla, che esige sia carezze sia calci nel culo, tutto e di più.
Della domenica ho sempre amato il poter rimandare qualsiasi cosa a domani senza alcun senso di colpa, il potersi dedicare al sano sport del dolce far niente e dedicarcisi agonisticamente, come il podio fosse solo tuo e quindi vinci in ogni caso. Medaglia d'oro del non fare un beneamato c***o e del non farlo inanellando una miriade di piccole, scollegatissime cose. Non puoi permettertelo di lunedì. Di lunedì non puoi accendere la lavatrice, farti un caffè invece dell'aperitivo, leggere un libro dalla metà per poi tornare indietro, scrivere una lettera d'amore senza destinatario, mettere in ordine cromatico le penne, lavare le fragole, annusare il melone, sbracarti sul divano mentre tuo padre ti prepara il pranzo e non sentirti in colpa. Non si può. Il lunedì ti si rivolta contro. L'assurdo piacere del mescolio di attività utili e facete viene bellamente raso al suolo dalla sensazione della scadenza, dalle dinamiche violentissime del dovere. La domenica invece sì. Si può. Cambiare le lenzuola e metterci due ore a rifare il letto, cercare una frase in un libro e trascriverla sul quel vecchio quaderno ingiallito, guardare uno specchio e tralasciare di pulirlo, 'ché è tanto bello alonato di segni e minuti. Un giorno ogni tanto. Una volta ogni tanto. Lasciarsi vivere dal proprio lato felino. Al di là della forma, dentro alla sostanza del niente fino a perdere l'equilibrio, fare il morto a galla come si deve.
Volersi bene, delle volte, può voler dire concedersi una fumatina d'oppio senza neppure l'oppio. Basta fare in modo che l'aria giri, le tende si gonfino e passi un pochino di luce. Nel momento esatto in cui dentro sembra fuori, scopri che dentro è bello perché finalmente puoi permetterti di amare i tuoi colori...


 

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