giovedì 6 settembre 2012

banchettare del viaggio

 

Nuvole come nenie. Cose che cullano. Lampi che esplodono, stracciano i fogli e i passi e i minuti e poi curano, curano tutto, con la furia del collasso, con la competenza del faro. È l'alba e subito la notte; di mezzo faccende, pause, stagioni, odori, punteggiature, soffi. Non fare conti alla rovescia è una decisione che bisogna prendere. Fino a che non ti accade di aver contato per scostare l'uscio a un addio continuerai a contare alla rovescia. Io conto in avanti. Io conto con l'imperativo del più. L'ho deciso tempo fa, in una sera di marzo ( o era dicembre?), straniera in casa mia, nuda nonostante quei quattro stracci, vera come mai prima. Penso poco a quanto mi separa da. Penso a cosa ho aggiunto a. Provo a festeggiare la partenza e a banchettare del viaggio. La destinazione è un lusso, spesso. Delle volte no, ma stasera funziono così.

Post Scriptum:

be yourself, don't matter what they say

 

 



 

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