domenica 26 maggio 2013

"Sono bello?"

 

"Hai voglia di prendere un aperitivo con me?" Certo!
"Ti aspetto al nostro posto!" Arrivo!
Ti sistemi come meglio ti riesce perché farlo aspettare non è bello. Infili un maglione perché è maggio, ma il vento è freddo un bel po'. Prendi la macchina e vai. Parcheggi l'auto davanti alla sua e sorridi. Arriva sempre prima di te, come nella vita. Ci pensi e pensi che non c'è niente da fare: lui sarà sempre quel passo avanti a te e a te toccherà, ogni volta, quel benedetto/maledetto Avevi ragione tu come fosse un destino, una buona/mala sorte.
Sali i tre scalini e lo senti "Eccola! La mia donna!". Parla da solo e ad alta voce. A guardarlo da fuori non lo prendi per pazzo, proprio non ti riesce, piuttosto ti si spezza il cuore. Entri e ti prende per le spalle e ti dice che gli è venuto in mente così, di chiamarti: gli è venuto in mente guardando i fiori che aveva comprato sul sedile accanto al guidatore. Saranno stati i colori, pensi. O forse è il sole, che a non vederlo da giorni quando riappare rimette in bolla le cose che contano separandole da quelle che non valgono un cicca masticata. Ordinate vino bianco e brindate. Ti chiede "Sono bello?" Lo sei, cavolo se lo sei! E lo guardi con attenzione... Non è solo bello, è speciale. E sei consapevole che non te ne accorgi solo tu. Il tuo uomo speciale è un uomo con la U maiuscola e non puoi che essere orgogliosa di lui, c'è poco da fare. Arriva Carlo Luigi e si salutano. Anche Carlo Luigi ha voglia di brindare con voi. Iniziano a raccontarsi storie di ordinaria follia, quel quotidiano che separa, ma non divide. La ragazza al bancone mi fa l'occhiolino. Ci siamo capite alla perfezione. Ci sono dei piccolissimi momenti che sono Natale, fosse anche maggio, fosse anche che va tutto a rotoli. Paghiamo e usciamo. Accendo una sigaretta e ci avviamo alle auto. Mentre fumo al sole lui pensa al pranzo. Io lo guardo come non ci fosse davvero niente di meglio da fare, oggi. Lo guardo e lo scelgo, mio complice, amico mio.
Non sarai mai solo mio padre, papà mio. Sarai sempre l'uomo che mi ha insegnato come si fa a tenersi una donna nella vita.
E ora cotolette e pomodori! À bientôt!

 


 

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