domenica 29 giugno 2014

qualcosa (9) #29giugno

 

Il tempo ha colore, inutile sostenere il contrario. Come la trasparenza delle mani di mio padre, quello che resta di un bacio dato sulla fronte, le rughe. Tutto ha un colore. Il tempo ne ha tanti. Come la memoria. Ci sono memorie di un grigio pallido capaci di rinnegare il giallo anche se se lo trovano parato davanti. C'è anche un tempo così, quello delle ore defilate, non solitarie, defilate. Come giugno, questo qui che sta passando e sembra non essere nemmeno arrivato: grigio, verde a tratti, di un verde repentino, pronto a nascondersi non appena se ne presenta l'occasione. C'è un tempo rosso, come il sangue, sì, non come certi tramonti, ma come il sangue: rosso, vibrante, dolciastro, denso. La memoria rossa è dolorosa, il tempo rosso no, casomai fa male dopo. La memoria quando è blu fa bene: intensa e limpida insieme, connubio perfetto. Il tempo blu ha risvolti strani: per alcuni è salvezza, per altri semplicemente negazione della luce. C'è un tempo viola, come l'ululato del cane rinchiuso qui accanto. Da giorni urla e nessuno lo ascolta. Tutti lo sentiamo, ma nessuno lo ascolta. Poi piove e non sai di che colore è la voglia che hai di infinito, di cielo terso, di pace. Piove e ululi anche tu, magari alla luna perché smetta di nascondersi, magari alle pagine di un libro perché ti restituiscano quel bene prezioso che custodiscono, magari al profumo del pollo che vorresti dividere con chi ami e in casa ci sei solo tu. C'è un tempo arancio ed è il mio preferito. Si nasconde nelle pieghe di ogni altro colore e respira, prepotente e gentile, con l'incoerenza di quelle stagioni che una volta segnavano il passo agli innamoramenti e alla malinconia. C'è un tempo che dice di tutto quello che finisce senza finire mai: è arancio e scalda le ossa, come quando pare ottobre e invece è solo l'estate che sbircia, non osa spogliarsi, aspetta un altro domani. E allora aspetto con lei e le faccio compagnia.