giovedì 8 dicembre 2011

doppio fondo

 

Come un cassetto nascosto. Riempito a francobolli e sere, a furia di segreti e sguardi votati al più in là di così. Un cassetto spazioso e tenuto bene. La polvere sostasse altrove, cortesemente. Partissi, partirebbe con me. Sssh. Silenzio. Sono in ascolto. E osservo. Gli intrecci, i cuori, le parentesi, soprattutto quelle graffe. Osservo le dichiarazioni, quelle d'amore e quelle d'indipendenza. Osservo e conservo. Taccio, non dimentico e conservo forte. Forte forte. Come Ovomaltina: forte. Conservo e proteggo. Con le unghie e con i denti. Come una fortuna. Ogni singola parola, le svolte, i ritorni, l'abnegazione. Io conservo. Delle volte poi è vuoto di colpo. Nessuno ci mette niente. Capita occorra una credenza, un cestino, un nodo a un fazzoletto. Va bene così. Il doppio fondo è per la carne, i brandelli di notte, certo rimmel colato via. Il doppio fondo è il bandolo. La matassa è fatta di dita.

post scriptum:

    Viaggiare i viaggi per la meta e per il viaggio che sono certe mete

                   Svegliare il giorno ogni giorno perché è tutto da fare

                           Proteggere i colori dal grigio dell'assenza

        Ricordare le facce (Ricordare le facce che fanno certe facce)

                       Dire basta ai ricatti e aprire la porta ai riflessi
   (Se la memoria non ti digerisce il tempo, prova con la Citrosodina)

dic07               Imparare le regole e lasciare che ti liberino, rispettandole

2 commenti:

  1. Provo per te un'ammirazione incontrastata...grazie..

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  2. grazie a te, miki. che tu legga e magari ci sorrida è già più di un regalo. un bacio.

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