mercoledì 23 maggio 2012

23 maggio 2012


 


Come fosse da una vita. Augurarti ore buone e buoni giorni e buoni i colori e gli odori e certi venti che portano via e riconducono. Come fosse da una vita. E non lo è. Che c'è tutto un prima e un poi e un attraverso. E il vino bevuto a credere che andrà tutto bene, che la vita prima o poi finisce con l'assomigliarti e non l'avresti detto e ti scappa da ridere e via andare. Riderci sopra. Ridere sui nomi, i cognomi, gli incroci, gli angoli, gli sms, le cose taciute, lo stupore. Ridere. Magari farlo forte, perché qualcuno ascolti, perché ne siamo ancora capaci. E vaffanculo le ire, gli ormoni, le paturnie, il senso. Vaffanculo. Tutto quel prima che ingombra e spaventa. Tutto quel prima che ha un'età e una voce e non è una parentesi, non lo sarà mai. Ciao. Ciao, benvenuti, così è se vi pare. Ciao. Belli e brutti. Importa nulla. Oggi si ride. Si ride forte. Domani si vedrà.
Auguri A. , come fossero ciliegie e dovesse ancora venire l'inverno necessario. Come se niente volesse dire niente. Auguri e basta.

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2 commenti:

  1. Capirsi al punto che sembra di conoscersi.
    Come fosse da una vita. E non lo è.
    Ma oggi si ride. Si ride forte.

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