domenica 2 ottobre 2011

qualcosa

 

Delle volte ti viene la febbre quando davvero non ce n'è ragione. C'è il sole, è domenica, la giostra gira. Ma come tu te ne freghi del tempo per amare, bisticciare, correre, fermarti, applaudire, così la febbre se ne frega di te. Benissimo. Basta non darle troppa importanza.
Oggi avrei voluto essere a Rimini e anche a Milano centro. Avrei fotografato volentieri il mare d'autunno e i volti di un pomeriggio a teatro. Avrei voluto bere birra dalle due del pomeriggio fino a sera inoltrata; abbracciare Cesare, Simone, l'odore delle belle cose nate dalla collaborazione di cuori grandi. Avrei portato una torta di mele e un taccuino nuovo da sporcare d'inchiostro. Avrei scritto due righe per un amico e mangiato tartine.
Pazienza. Per buona pace del mio portafoglio e della mia personalissima crisi petrolifera sono qui. Con i pizzoccheri della Valtellina da digerire (il binomio febbre/pizzoccheri è oltremodo inquietante - ne sono consapevole) e qualche foto rubata a questo solare week end di provincia. E righe da leggere, un pisolino da consumare, le spezie da sistemare nei loro barattoli.
Il resto lo rimando a domani. Che è solo una domenica qualunque ma non per questo tocca buttarla via.

Post Scriptum:

1. Le passanti

2. Il dentro delle finestre.

3. Giallo.

 

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