giovedì 15 marzo 2012

macchie di luce

 

"Se ora riesco addirittura a scriverne su un giornale è perché ho accettato il mio dolore e ho perdonato tutti. Lei per essersene andata e l'universo per essersela presa."

16:56. Giovedì pomeriggio. Illuminazione da tea verde. Ora ho capito perché ieri V. ha (sor)riso forte sotto alle mie unghie. Ha (sor)riso perché lei l'ha conosciuta prima di me la storia di Giuseppina. Stesso circolo del bridge, le due madri. Ha (sor)riso forte perché ha intravisto nel mio avere le ossa buone di ieri il brivido che le avrebbe percorse quando, la sera, con l'insonnia da caffeina a darmi il tormento, avrei finito Fai bei sogni. Deve averci chiacchierato spesso, con Giuseppina, la mia V. Testarda com'è deve averci messo qualche giro di luna ad amare la sua storia, una storia umanissima, da riavvolgere al contrario, da proteggere con la forza del senno di poi. Che alla paura, a certa paura, bisogna volere bene anche di più, bisogna ripescarla dal silenzio e guardarle dentro. Allora insegna, si sbrana i luoghi comuni, diventa forza, almeno in potenza. Sono certa che oggi sono buone amiche, si tengono la compagnia delle confessioni e degli sguardi, dei perdoni e del confronto. Due direzioni contrarie che si incontrano e si mangiano un gelato, tanto oramai è fatta e in fondo, da qualsiasi parte la si voglia guardare, il comune denominatore è l'amore fermato in una eterna giovinezza saggia e disincantata, fragile e senza pelle.

"Il dolore apre squarci che consentono di guardarsi dentro. Ma io continuavo a guardare dalla parte sbagliata."

Massimo Gramellini mi ha regalato un miracoloso breve viaggio nell'interminabile macchia di luce che è la vita dopo una madre. Camilla ha saputo subito che dovevo ( e ha detto proprio "Tu, devi!") prendere parte a questo poker della memoria.  Nessuna storia si somiglia, ognuno ha la propria, unica e sacra; si somigliano le frasi scritte sulle cartoline dei giorni, l'ironia dissacrante, l'unità di misura dei contrappesi con cui ci si apposta sulla bilancia dell'andare avanti. Si somigliano le rughe, gli anfratti, le devianze e le deviazioni. Si somiglia l'Amore, di qualsiasi colore ci venga in mente di colorarlo.
Grazie Massimo.
Grazie Camilla.
Sono incontri come questi che mettono il punto aprendo le parentesi necessarie a imparare, ogni giorno da capo, ad essere vivi sul serio.

"Se vuoi cambiare gli effetti, cambia le cause. La vita risponde. Sempre."

Post Scriptum:

                        I Miracoli talvolta fanno pochissimo rumore.


2 commenti:

  1. Questo mondo blog è strano. Ieri sera mi confrontavo con una mia amica tramite fb proprio su questo libro. Lo leggiamo? Lo compriamo? Questa è la risposta. Grazie...

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